NoPlace non ha sponsor, non ha fondi dedicati, non ha budget da spendere. Non ne ha bisogno: al posto del denaro c'è l'energia delle persone che, ogni volta, decidono di metterci tempo, cura e passione. NoPlace accoglie con favore chiunque sia disposto e in grado di dare una mano nell'organizzazione: ogni competenza, ogni energia, ogni contributo, grande o piccolo, è benvenuto e prezioso.

Jon Bischoff

Presidente della Commissione della Cultura e membro del municipio del Comune di Bregaglia, ha guidato l'invito ufficiale rivolto agli organizzatori di NoPlace, portando il progetto all'attenzione dell'amministrazione comunale. Ma il suo ruolo non si esaurisce nell'incarico istituzionale: Jon è anche artista, parte a pieno titolo della rete di artisti/curatori che costruisce il rizoma di questa edizione. È stato lui, per primo, a credere che NoPlace potesse trovare casa a Maloja e a trasformare quella fiducia in un invito concreto verso il Comune. Senza il suo impegno, l'incontro tra NoPlace e Bregaglia non si sarebbe mai concretizzato.

Elena Giacometti

Segretaria della Commissione della Cultura del Comune di Bregaglia, cura, insieme a Jon Bischoff, i rapporti istituzionali tra il Comune e NoPlace, compresa la comunicazione dell'iniziativa alla popolazione.

Ufficio Turistico di Maloja

Si occuperà del check-in degli artisti e dell'orientamento del pubblico il giorno dell'evento; il supporto istituzionale del Comune resta comunque limitato agli aspetti autorizzativi, comunicativi e alla messa a disposizione delle infrastrutture.

Anna Radaelli

È l'anima operativa di NoPlace, instancabile nel tenere insieme i fili dell'organizzazione. Curatrice della Biennale Bregaglia, conosceva NoPlace già da prima dell'inaugurazione di quest'ultima, e ne ha voluto fortemente l'approdo a Maloja in chiusura della Biennale stessa: non un semplice evento collaterale, ma uno sviluppo autonomo, capace di dialogare con le sensibilità e l'attitudine artistica del territorio pur seguendo una propria traiettoria.

Va detto con la dovuta importanza: Anna è curatrice per formazione e per pratica, nel senso pieno che l'arte contemporanea attribuisce a questa parola. Eppure in NoPlace ha scelto di sottrarsi proprio a quella funzione, di deporre l'autorità che il ruolo le garantirebbe altrove, per entrare in un sistema che non prevede gerarchie tra chi guida e chi è guidato. È un gesto raro, quello di rinunciare a una posizione consolidata pur di restare fedeli a una visione: la lungimiranza di intuire che le forme più autentiche di sperimentazione nascono solo quando chi le osserva accetta di abitarle da pari, accanto a chi le genera, senza più il privilegio di deciderne la direzione.

Alice Sarchielli e Luca Sacchetto, per Officinebit.ch

Fanno parte dello staff di NoPlace e sostengono l'evento mettendo a disposizione la piattaforma internet che permette l'organizzazione e la gestione dei rizomi. Lo fanno con passione e con attenzione verso i partecipanti, tenendo i rapporti con loro e offrendo un servizio di orientamento lungo tutto il percorso, dalla conferma dell'invito fino al giorno della manifestazione. Curano anche i contenuti che tengono viva la piattaforma, giorno dopo giorno: un'operazione di cura che si sposta dal piano artistico a quello infrastrutturale, ma che risponde alla stessa logica con cui ogni artista/curatore si prende carico di chi invita.

Umberto Cavenago

Artista lui stesso, ha immaginato NoPlace fin dalla prima edizione prendendo in prestito dalla botanica l'idea del rizoma: una crescita orizzontale, per nodi, senza tronco né radice madre. Da questa immagine è nato un paradigma fatto di assenze: nessun curatore sopra gli altri, nessuna gerarchia tra chi invita e chi è invitato, nessuna autorità se non la fiducia reciproca.

Non è rimasta un'idea isolata a lungo. Un gruppo di artisti, mossi dalla stessa sensibilità verso l'arte e verso il modo di farla insieme, ha riconosciuto in quella prima intuizione qualcosa da praticare, non solo da sperimentare. Con loro, edizione dopo edizione, sono nati i primi rizomi: le radici vere di questa rete, quelle che ancora oggi la tengono viva.

A questa visione è stata poi data una struttura concreta: la piattaforma internet che oggi sostiene l'intera organizzazione dei rizomi, una macchina silenziosa al servizio dei partecipanti e del pubblico, realizzata insieme allo staff di Officinebit, mantenuta e messa a disposizione a titolo gratuito.